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Dettaglio Notizia

Tentata Rapina alla gioielleria
Notizia inserita il 11 /12 /2007
Articolo letto 40510 volte
Davoli Due persone armate di pistola e incappucciate
Irrompono nella gioielleria, il proprietario li mette in fuga
I malviventi hanno perso l'arma e un passamontagnaI carabinieri cercano l'auto utilizzata dai rapinatori

Francesco Ranieri
Sant'Andrea jonio
Non è certo mancata l'audacia ai due malviventi protagonisti di una rapina a mano armata ai danni della gioielleria "Il Gioiello" di Davoli Marina, situato sulla trafficata strada statale 106.
Fortunatamente, è però mancata loro la buona sorte e il tentativo è andato a vuoto, grazie al tempestivo e coraggioso intervento del marito della titolare dell'Azimuth (società proprietaria della gioielleria), il maestro orafo Enzo Riverso. Nemmeno un colpo è stato esploso ma lo spavento per chi si trovava all'interno è stato grande quando, erano da poco passate le 18, e i due, col volto celato da passamontagna e armati di una pistola calibro 7,65, sono penetrati all' interno della gioielleria, cogliendo alla sprovvista il figlio del titolare e una dipendente.
I due ladri hanno consegnato loro un sacco, intimando, sotto la minaccia dell'arma da fuoco, di riempire un sacco con i gioielli custoditi nella cassaforte. Una volta raggiunto il primo obiettivo, i due malviventi hanno tentato di darsi rapidamente alla fuga. Questa parte del piano si è però rivelata fatale per le sorti del loro colpo.
Il proprietario, infatti, che si trovava in quei minuti fuori dal negozio, si è subito accorto di quanto stava accadendo e, senza pensarci due volte, si è scagliato sui malviventi. In particolare, la sua rabbia si è rivolta verso quello che aveva con sé il sacco del bottino, riuscendo a farglielo cadere a terra. La foga della colluttazione e la precipitosa corsa che ne è seguita hanno anche comportato la perdita della pistola e di un passamontagna. In pochi istanti, i due ladri hanno poi guadagnato la via di fuga, dileguandosi a bordo di una grossa auto scura, probabilmente guidata da un loro "sodale" che fino a quel momento aveva fatto da "palo".
Resta ancora ignoto l'ammontare della sventata rapina ma, comunque, i carabinieri della Compagnia di Soverato, guidati dal capitano Giorgio Broccone, hanno potuto raccogliere i pesanti elementi abbandonati dai malviventi. Probabilmente, i due sono rimasti persino sorpresi dalla reazione del proprietario, una rabbia peraltro comprensibile. Risale, infatti, a neanche quattro mesi fa, precisamente al 20 agosto, un furto con scasso ai danni della medesima attività commerciale. In estate, i ladri agirono rapidamente tra le 13 e le 15, riuscendo a portar via un bottino considerevole.
Un colpo fruttato, infatti, ben oltre 100mila euro, essendo riusciti a svaligiare tutto il materiale esposto. Per il proprietario fu un duro colpo. Alla riapertura l'amarissima sorpresa di accorgersi che i gioielli in vetrina e i rotoli con i preziosi erano svaniti nel nulla. Gli unici articoli rimasti erano quelli rimasti chiusi nella cassaforte. Anche allora stupì la facilità con cui i ladri si mossero con tranquillità in una zona frequentata. Non solo la strada statale 106, ma anche un bar a 10 metri e uno sportello bancomat quasi adiacente, con le telecamere a circuito chiuso della banca.
Evidentemente, l'attività criminale inizia ad essere refrattaria a tali elementi di deterrenza e si fa sempre più aggressiva, come dimostra anche la rapina a mano armata fallita all'ufficio postale di Isca Superiore il primo dicembre.

(dalla Gazzetta del Sud di martedì 11 dicembre 2007)

 

 

 

 

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