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Dettaglio Notizia

Davoli, le verità sul "paese-albergo"
Notizia inserita il 09 /06 /2007
Articolo letto 38745 volte
Cosimo Femia risponde alle accuse sbandierando i documenti
Davoli, le verità sul "paese-albergo" La sentenza del Tdl è stata stravolta
Nel 2003 il Riesame aveva ordinato il dissequestroperchè l'area era in regola sotto qualsiasi aspetto

Cesare Barone
SOVERATO
Tutta la verità sul caso "Paese Albergo" di Davoli. La vicenda che vede indagate 18 persone, tra cui anche il sindaco Cosimo Femia, accusate dalla Procura di Catanzaro, di gravi violazioni urbanistiche, nasce nel 2003. Anno in cui, venne sequestrato il suolo dove sarebbe dovuto sorgere il villaggio turistico. Avverso il procedimento di sequestro, il legale rappresentante della "Borgo Antico Hotels & Resort" Spa Oliverio Zilio presentò ricorso al Tribunale del riesame, ottenendo l'immediata revoca del sequestro. In buona sostanza, a distanza di soli quattro anni, la sentenza del Tribunale del riesame di Catanzaro, la nr. 49/04, viene messa in discussione dal Pm Luigi De Magistris, che giorni fa ha emesso un avviso di garanzia nei confronti di 18 persone indagate di reati a vario titolo che vanno dall'abuso d'ufficio alla truffa e varie violazioni in materia edilizia e urbanistica.
L'interrogativo che si sta ponendo, in queste ore, il sindaco Cosimo Femia è: «Com'è possibile che una sentenza del tribunale del riesame venga letteralmente sconvolta dalla Procura, tramite l'avviso della conclusione delle indagini preliminari, dove sono contenute delle affermazioni e delle circostanze prima del tutto ignorate?».
Femia, è, comunque, apparso sereno e tranquillo, nonostante, le divergenze tra la sentenza e l'avviso di garanzia, dichiarando «piena fiducia nella giustizia che deve fare il suo corso».
Le differenze eclatanti messe in luce dal primo cittadino e da un'attenta e oculata analisi dei documenti, consistono nelle violazioni, riscontrate dal Pm De Magistris, delle prescrizioni del piano regolatore generale che, in assenza di un'apposita variante sulla destinazione d'uso, per le zone classificate quali verde privato prevede e consente la sola edificazione di case unifamiliari isolate oppure a schiera di superficie utile netta superiore ai 50 metri quadri.
Altra incongruenza, riguarda, invece, il rilascio del provvedimento autorizzativi nr.15 del 2003 e delle successive Dia prodotte anche dall'ufficio del Genio Civile di Catanzaro sino al 2005, secondo la Procura in violazione dello statuto comunale, del piano regolatore generale del comune di Davoli e delle relative norme tecniche di attuazione. Ciò, a parere di De Magistris, procurando un ingiusto vantaggio patrimoniale nei confronti di Oliviero Zilio, amministratore della società "Borgo Antico Hotel & Resort", consistito nel realizzare in modo illecito gli immobili e di poter beneficiare di cospicue erogazioni pubbliche.
Fin qui le ipotesi accusatorie formulate dal Pm Luigi De Magistris, le quali, per la verità, non vengono affatto menzionate nella sentenza redatta dal tribunale del riesame nel 2003, dove si ordinava l'immediato dissequestro dell'area interessata, poiché, tutto era in regola, sia dal punto di vista urbanistico che edilizio. Ciò si rende ancora più palese dal fatto che il Piano regolatore generale del comune non è stato approvato con decreto del Presidente della Giunta Regionale, all'epoca Giuseppe Chiaravalloti, ma per silenzio assenso con delibera di consiglio comunale, per cui privo di efficacia normativa. Fu proprio per questo motivo che il Tribunale del Riesame decise di accogliere la richiesta e di revocare la misura cautelare del sequestro dell'area.

(dalla Gazzetta del sud di sabato 9 giugno 2007)

 

 

 

 

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Copyright © 2000-2005" La piazza di Davoli " di Stefano Procopio. Tutti i diritti riservati.